Psicologia scolastica

Il mondo della scuola mi appassiona, mi emoziona. Esseri umani in crescita, bisognosi di uno sguardo adulto attento, luogo dalle problematiche sociali delicate, che cambiano con l'evolversi della gioventù, portandomi a riflettere su temi quali gli stili d'apprendimento, i fenomeni di esclusione sociale, il bullismo, l'integrazione e la valorizzazione della multiculturalità, la promozione della crescita psicologica e del benessere generale.

Lavoro nella scuola pubblica, occupandomi di sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali, studenti affetti da disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disabilità cognitiva, disturbi emotivi, difficoltà di tipo comportamentale e relazionale, sordità o ipovisione.

Le difficoltà di apprendimento possono avere ragioni diverse, ma ogni essere umano, bambino o adulto, attraverso una didattica personalizzata ed individualizzata, può raggiungere obiettivi specifici, potenziando le proprie abilità, compensando le difficoltà, fino a sviluppare il proprio potenziale, imparando a valorizzare le proprie risorse.

La cura dei vissuti emotivi è la chiave di volta per alimentare la motivazione: focus sull'autostima, individuazione di aperture e chiusure, strutturazione dello spazio e del tempo, valorizzazione del talento, affinché l'alunno possa esprimere il meglio di sé, allontanando un eventuale senso di inadeguatezza.

In ambito privato, svolgo interventi di sostegno psicologico individuale ai ragazzi e ai genitori per gestire momenti critici.

Penso ad una scuola normale che accolga bisogni speciali, ad un apprendimento che eluda la standardizzazione, perché tutti gli alunni hanno bisogni specifici e l'inclusione riguarda tutti.

Articolo: Una scuola complicata