Metodologia

ANALISI TRANSAZIONALE, METODI ATTIVI, PSICODRAMMA, IPNOSI, MEDITAZIONE sono i miei principali strumenti, di volta in volta opportunamente selezionati o calibrati secondo il mandato ed il contesto in cui opero.

L'equilibrio tra emotività e razionalità favorisce libertà interiore: emozioni, ragione, intuizione, opportunamente mescolate, consentono di vivere una vita piena, dove è possibile accogliere nuove esperienze senza il terrore di perdersi, maneggiandole con apertura, fiducia, flessibilità. Un rapporto efficiente fra ragione e sentimento è, secondo me, quello in cui il raziocinio è in grado di delimitare i percorsi entro cui i sentimenti possono esprimersi liberamente senza ledere l'individuo.

L'Analisi Transazionale, teoria dello sviluppo della persona, nonché teoria sociale, interpreta la sofferenza emotiva come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’individuo.
Gli assunti di base dell’Analisi Transazionale sanciscono che ogni essere umano ha valore in quanto persona, ha la capacità di autodeterminarsi, è responsabile delle proprie decisioni ed è in grado di cambiarle quando non sono più funzionali.
L'A.T. facilita l'individuazione delle motivazioni sottostanti alle condotte personali, consentendo di comprendere i propri bisogni, il proprio funzionamento interiore, alimentando la capacità di dar vita ad un nuovo piano di vita, fatto di nuovi "permessi" interiori.
Grazie al suo linguaggio semplice, ma non semplicistico, l'Analisi Transazionale è facilmente applicabile nell'analisi degli scambi comunicativi, rivelandosi particolarmente funzionale anche in ambito formativo, laddove vi sia l'esigenza di esplorare i comportamenti organizzativi, rispondendo alla domanda di una disciplina capace di promuovere una visione delle relazioni interpersonali quali occasioni di crescita e scambio.
Analisi Transazionale: una panoramica

Psicodramma Moreniano e Metodi Attivi indagano fattori affettivi, cognitivi e comportamentali attraverso modalità "d'azione", ricordando l'espressione teatrale. Nessuna dote attoriale richiesta. Trattasi di un lavoro terapeutico, che con la drammatizzazione ha in comune il “mettere in scena”, l’esprimere, l’agire, l’osservare, il rispecchiare, processi grazie ai quali il ruolo personale o professionale, con tutte le sue sfaccettature (vissuti, emozioni, credenze, blocchi, difese, comportamenti), viene agito, rappresentato, indagato. La messa in scena favorisce un'espressione più libera dei comportamenti inadeguati, rendendoli evidenti, di immediata comprensione, consentendo al protagonista della sessione psicodrammatica di conoscersi ed attivare le proprie risorse. Le diverse parti del suo mondo interno e relazionale prendono vita sulla scena, svelando bisogni, emozioni negate, desideri, blocchi, comportamenti inefficaci, consentendogli di cogliere nuove verità e possibili soluzioni alternative alle proprie difficoltà. Tale lettura "da vicino" sviluppa, infatti, nuove percezioni di sé e degli altri, facilitando la riorganizzazione di vecchi modelli di comportamento.
Strumento duttile, tale metodologia è applicabile in ambito terapeutico, sia in forma individuale che di gruppo, nella diagnosi dei contesti gruppali, nell'indagine dei ruoli collettivi (sociodramma), nel training, nella formazione psico-sociale o manageriale, diventando occasione di scoperta, allenamento, riequilibrio.
Intervista: lo psicodramma secondo me

Meditare, nell'approccio che rimanda agli insegnamenti tantrici del buddhismo tibetano Vajrayana, sta per "familiarizzare", "allenare" la mente a vissuti positivi, al fine di raggiungere livelli interiori positivi, percorsi di vita positivi.
Al di là dell'aspetto mistico, la meditazione in ambito terapeutico vuole incentivare un atteggiamento consapevole (mindful/mindfulness) verso i propri stati interiori, un atteggiamento di osservazione accettante, non-giudicante e non reattiva verso l’esperienza interna ed esterna, apprendendo a lasciare fluire emozioni faticose, imparando a vedere le cose con “lenti nuove”, fino ad attuare scelte più sintoniche nei vari ambiti dell’agire quotidiano, armonizzando le emozioni con la sfera mentale.
Ciò comporta abbandonare il pregiudizio che non si abbia alcun controllo sulla mente: la mente può essere coltivata con amore e fermezza, esattamente come è possibile prendersi cura del corpo. Imparare ad 'osservare' i propri pensieri, considerandoli solo pensieri, per l'appunto, e non realtà oggettiva; 'dialogare' con le proprie emozioni, invece che etichettarle come inadeguate e ricacciarle in un anfratto dentro di sé; divenire 'consapevoli' dei propri schemi interiori, nel “qui e ora”, attraverso un ascolto attivo e profondo di ciò che accade dentro ed intorno a sé, apprendendo a non lasciarsi risucchiare dai propri moti imperiosi, a frenare l'ondata di sensazioni distruttive, di giudizi svalutanti, e scoprire, infine, che essi "non sono te".
L'appetito vien m...Meditando

L'ipnosi rimanda ad immagini quali fenomeni da palcoscenico, manipolazione ad opera dell'ipnotista, perdita di controllo, abuso di potere, regressione a vite passate o età indietro nel tempo. Utilizzata a fini terapeutici non solo riporta a un metodo deontologicamente garantito, ma esclude anche l'idea che sia appannaggio di pochi eletti.
Anzitutto è un fenomeno naturale e spontaneo, che ha luogo più volte quotidianamente, quando mettiamo in atto gesti abituali e automatici.
Secondo l'approccio di Milton H. Erickson, padre dell'ipnosi in ambito clinico, indurre tale stato di trance, inteso di massima concentrazione sul proprio mondo interno, consente di comunicare con la persona ad un livello più profondo, anche grazie all'utilizzo di un linguaggio metaforico, il cui valore è quello di curare e insegnare ad un livello simbolico. La parte sinistra dell'emisfero celebrale cede il trono alla parte destra, quella creativa; le onde beta, tipiche della mente esecutiva, cedono il passo alle onda alfa, quelle deputate ad apprendere, e poi theta, tipiche di una mente pronta a recepire, creare. All'interno di uno stato di benessere e piacevole rilassamento, ridotta l'attività cosciente, attivate aree inconsce emozionali, capacità, potenzialità, risorse personali potranno più facilmente favorire il modellamento dei pensieri e dei comportamenti secondo gli obiettivi richiesti.