Metodologie

Ritengo importante proporre o integrare approcci differenti: più numerosi sono gli strumenti a disposizione maggiore è la possibilità di personalizzare l'intervento e di attivare processi cognitivi, emotivi, corporei, coinvolgendo la persona nella sua interezza.

L'Analisi Transazionale, teoria dello sviluppo della persona, interpreta la sofferenza emotiva come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’individuo.
Tuttavia, l'essere umano ha la capacità di autodeterminarsi, è responsabile delle proprie decisioni ed è in grado di cambiarle quando non sono più funzionali.
L'A.T. facilita l'individuazione delle motivazioni sottostanti alle condotte personali, attivando la possibilità di dar vita ad un nuovo piano di vita, fatto di "permessi" interiori in linea con i propri bisogni.

Psicodramma Moreniano e Metodi Attivi indagano fattori affettivi, cognitivi e comportamentali attraverso "modalità d'azione".
Le diverse parti del mondo interno prendono vita sulla "scena", svelando emozioni negate, blocchi interiori, comportamenti inefficaci, consentendo di liberare vissuti a lungo repressi e cogliere nuove percezioni di sé e degli altri, allenando soluzioni alternative alle proprie difficoltà.
Entrambe metodologie di gruppo, la coralità è preziosa occasione di condivisione e cambiamento.

L'ipnosi è un fenomeno naturale e spontaneo, che ha luogo più volte quotidianamente, quando mettiamo in atto gesti abituali e automatici.
Nell'approccio di Milton H. Erickson, indurre tale stato di massima concentrazione sul proprio mondo interno (ma non perdita di controllo) consente di comunicare ad un livello più profondo con le varie parti di sé, anche grazie all'utilizzo di un linguaggio metaforico, il cui valore è quello di curare ad un livello simbolico.
In uno stato di profondo rilassamento, le onde beta della mente esecutiva cedono il passo alle onda alfa, deputate ad apprendere, e poi theta, di una mente pronta a recepire e creare. Raggiunto uno stato di piacevole benessere, aree inconsce emozionali attivano potenzialità che possono più facilmente favorire il modellamento di pensieri e comportamenti secondo gli obiettivi richiesti.

Meditare: lasciare la superficie per andare in profondità, al di sotto e al di là dell’attività frenetica dei pensieri.
Nell'approccio che rimanda agli insegnamenti tantrici del buddhismo tibetano Vajrayana, meditare significa "familiarizzare" con vissuti positivi, incentivando un atteggiamento di osservazione non-giudicante e non reattiva verso l’esperienza interna, lasciando fluire le emozioni faticose, così da armonizzare gli stati emotivi con la sfera mentale.
Il benessere sta in una maggiore integrazione tra psiche, soma, potenziale energetico. Cartesio stesso, responsabile di quel "dualismo" (separazione e incomunicabilità fra mente e corpo), che troppo danno ha creato nella medicina occidentale, rivide la propria posizione alla fine della propria vita, sancendo l'unità mente-corpo, guardando alla ghiandola pineale come al punto nevralgico d'interazione, nonché sede dell'anima ("Le passioni dell'Anima", parte prima, articoli 31, 32).