Terapia di gruppo

Accogliere il desiderio di evolvere, di sviluppare risorse emotive inesplorate, di raggiungere un più alto livello di fiducia in se stessi, di superare conflitti interni ben sapendo che affrontarli è solitamente l’unico modo per sconfiggerli.

Sciogliere nodi irrisolti e focalizzare modi inediti per prendersi cura di sé obbliga a dialogare con i diversi aspetti della propria vita.

Il gruppo è luogo privilegiato per affrontare il cambiamento, perché la vita, in fondo, è un viaggio in compagnia: ognuno può diventare risorsa per l’altro ed occasione di mutuo apprendimento, attivando un’esperienza di rispecchiamento, grazie alla quale riconoscere di sé ciò che da soli non si è in grado di scorgere.

Una sentita condivisione di emozioni e vissuti permette di ridimensionare inadeguatezza, solitudine interiore, amarezza, che spesso si provano in momenti critici della propria vita: non più soli, né i soli. La coralità è terapeutica.

Mi piace mescolare le discipline, in una danza che fa dell'intreccio il suo passo base: Psicodramma Moreniano e Meditazione, Occidente ed Oriente, sapienza moderna e cultura millenaria, perché niente vada perduto. Raggiungere un più alto grado di consapevolezza dei ruoli che si attuano sulla scena della vita agendoli in prima persona nel qui e ora del palcoscenico psicodrammatico, fissare il pensiero su un mantra consapevoli che la parola crei. Abbracciare una coralità dove l'uno è agente terapeutico dell'altro, raccogliersi in un silenzio solitario che fa dell'interiorità la propria culla. Essere in profonda intimità con l'altro, essere in profonda intimità con se stessi.