Surfare dentro di sé

Credo nell'importanza di non tradire se stessi, imparando a surfare dentro di sé, comprendersi per prendersi cura di sé, responsabilizzandosi nei confronti della propria sofferenza.

Ritengo sia possibile guarire "dentro" a patto di imboccare con volontà e dedizione la strada che conduce a trattarsi con rispetto, gentilezza, entrando in una danza con la vita, continuando a danzare un passo dopo l'altro.

Riparare le ferite dell'Anima, soffermandosi sulla propria esperienza interna, aumentando la consapevolezza della propria mente, del proprio corpo, del proprio cuore; riconoscere bisogni ed emozioni, smettendo di giudicarsi; sciogliere sentimenti di colpa, vergogna, onnipotenza, ostilità repressa; curare l'autostima; gestire ansia, depressione, insonnia, panico, segni di profonda fatica interiore; eliminare le forme di auto-sabotaggio; realizzare la congiunzione degli opposti che albergano dentro di sé; lasciare andare il passato, perdonare, perdonarsi; giungere ad un cambiamento consapevole di dinamiche psicologiche alla base del proprio malessere.

Non credo che la relazione terapeutica sia l'unica strada percorribile per prendersi cura di sé, penso però sia una possibilità, una buona possibilità. Questa, la mia esperienza personale: "Lo psicologo. Perché?".
Sono convinta che dalla ricerca interiore nasca la consapevolezza, dal dolore la trasformazione, dal trauma la forza.

LETTURE CONSIGLIATE:
Eric Berne, “Ciao!… E poi?”, Bompiani Rcs, 2000.
Eric Berne, “A che gioco giochiamo”, Bompiani Rcs, 2000.
Eric Berne, “Fare l’amore”, Bompiani Rcs, 1987.
Maria Teresa Romanini, “Costruirsi persona”, Book Time, 2013.
E.F. Poli, "Anatomia della coscienza quantica", Anima Edizioni, 2016.
E.F. Poli, "Anatomia della coppia", Anima Edizioni, 2015.
E.F. Poli, "Anatomia della guarigione", Anima Edizioni, 2014.
M.Recalcati, "Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa", Cortina Raffaello Editore, 2014.